Coach Cibe

Lacrosse Italia 2011: Intervista a Steven Whitford

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Come promesso, apriamo la stagione con le interviste.

Ai primi di luglio abbiamo inviato al presidente della FIGL Fabio Antonelli, al consigliere FIGL e MVP italiano 2010-2011 Steven Whitford e ai presidenti di alcune squadre italiane una intervista in 5 punti per sentire i pareri e i punti di vista su quello che potrebbe essere il lacrosse italiano nella prossima stagione sportiva.
Purtroppo il presidente FIGL non ci ha ancora risposto (attendiamo fiduciosi), iniziamo quindi con l’intervista a Steven Whitford.
Steven Whitford, australiano di passaporto italiano gioca e allena i Phoenix Perugia con i quali si è classificato al terzo posto del campionato italiano nel 2009/2010 e al secondo posto nel 2010/2011.
Capocannoniere della nazionale ai mondiali di Manchester del 2010 e capocannoniere di entrambi i campioanti italiani, nel 2011 è stato insignito del premio FIGL di miglior giocatore.
Dalla stagione sportiva 2010/2011 è consigliere in seno alla FIGL.
Coach Cibe: Il lacrosse in Italia è passato in 2 anni da 2 squadre a 7 (anche se non ancora tutte le squadre sono in grado di gestirsi in modo autonomo per il numero di atleti a disposizione); anche il livello di gioco pare essere cresciuto. Cosa ti aspetti per la stagione sportiva che sta per iniziare per quanto riguarda le squadre (numero e livello), il gioco e il campionato?
Steven Whitford: Per quello che ho visto io direi che il livello di gioco in Italia è cresciuto molto fra il primo e secondo campionato, personalmente ho partecipato ed arbitrato numerose gare dove il livello agonistico era molto superiore rispetto al campionato scorso. Credo anche che il prossimo campionato sarà ancora meglio e diverso perché i prima segnali indicano la presenza di una nuova squadra quindi con l’inclusione di Bologna [ndr: la nuova squadra, appunto] si potrebbero organizzare 2 partite ogni domenica in modo da giocare più spesso e accorciando la durata del campionato. Infatti il calendario dovrebbe essere organizzato in modo da consentire a 4 squadre di giocare e le rimanenti 2 ad arbitrare: ovviamente tutti devono fornire gli arbitri! Il livello di gioco dovrebbe continuare a crescere laddove è finito l’anno scorso con tutte le squadre in grado di puntare a vincere il titolo!
Coach Cibe: I giocatori italiani (intendo quelli che giocano in Italia) sono sicuramente carenti in fatto di esperienza internazionale. Quali azioni si potrebbero metter in pista (ovviamente nei tempi dovuti e  secondo le disponibilità di budget) per la crescita dei giocatori italiani sia come esperienza che come bagaglio tecnico?
Steven Whitford: Credo che il modo migliore per avere più esperienza sia quello di giocare ma, come dici tu, dipende dal budget e dal tempo. Ci sono diversi tornei durante l’anno in vari paesi Europei, si potrebbe anche cercare qualche squadra che non sia troppo distante, tipo in Baviera, Svizzera, Slovenia o Austria  e cercare di organizzare qualche partita ma, se si vogliono fare partite internazionali, allora si necessita di un campo regolamentare e arbitri! Come ho già accennato a qualcuno vorrei fare una partita tipo “all star game” dividendo l’Italia in 2; così facendo almeno 30 persone potrebbero fare una partita ad altissimo livello….
Coach Cibe: Come vedi la situazione “stranieri” in Italia? Sei per la totale libertà di impiego (stranieri utilizzati anche solo per una o due partite) o credi che servano stranieri “a lungo termine” per aiutare la crescita dei giocatori italiani?
Steven Whitford: Per quanto riguarda gli stranieri in Italia sono favorevole al loro utilizzo. Credo quindi di potermi allacciare alla tua domanda precedente: il solo fatto di aver gente con una certa esperienza (anche in allenamento) può solo aiutare a far crescere tutti. Per quanto riguarda i “turisti” sono del parere (questo è un mio parere personale) che facciano bene alla squadra, portando esperienza e idee nuove ma per le partite del campionato non sono d’accordo con il loro utilizzo perché oramai con 6 squadre la presenza di un forte per una partita potrebbe rovinare il campionato, il lavoro di un anno degli avversari. Invece se il giocatore rimane in Italia per 6 mesi allora non ho nulla da obiettare. Ti posso raccontare la mia esperienza: quando giocavo in Australia, ogni anno le squadre prendevano 2 Americani; questi non solo giocavano, ma aiutavano ad allenare i giovani. Io ho imparato molto dagli Americani, mi hanno insegnato tanto quindi c’è solo da guadagnare dalla presenza di giocatori più esperti. Loro portano anche la loro esperienza per quanto riguardano gli allenamenti, esercizi nuovi e tante altre cose.
Coach Cibe: Le squadre crescono e la FIGL deve crescere con le squadre; quali azioni ci possiamo aspettare per il 2010/2011 per accompagnare e favorire questa crescita?
Steven Whitford: Credo che la FIGL continuerà a crescere, attualmente c’è un buon gruppo di persone che collaborano bene insieme e stanno iniziando ad andare nella direzione giusta. Certo, come sanno tutti, c’è molta strada da fare ancora, c’è da sistemare lo Statuto, completare il regolamento fra le altre cose. La federazione ha già aperto un conto corrente proprio e inizia ad assomigliare ad una unità vera…
Coach Cibe: Sappiamo che la FIGL sta “trattando” per risolvere la questione arbitri, molto delicata soprattutto in vista del nuovo campionato. Cosa potrebbe succedere?
Steven Whitford:  Intanto tutti devono essere in grado di fornire un minimo di arbitraggio, ogni giocatore deve leggere il regolamento, che è stato tradotto in Italiano e sarà pubblicato a breve, ma come inizio tutti devono leggerlo poi se ci sono dubbi o domande, sia Fabio che io siamo sempre disponibili ad aiutare. Il problema dell’arbitraggio non è tanto il fatto di conoscere le regole ma bisogna essere in grado di applicarle in tempo reale e per questo dobbiamo cercare un aiuto dall’esterno e purtroppo in Italia arbitri di lacrosse non c’è ne sono, quindi anche qui senza una lira non si fa niente. Secondo me la soluzione sarebbe di pagare degli arbitri internazionali incaricandoli a venire qui a fare scuola oppure mandare 2 rappresentanti di ogni squadra all’estero a fare un corso per poi insegnarlo ai propri compagni…..comunque per ora sono solo idee…
Questo il pensiero di Steven. A voi (anche pubblicamente se lo desiderate) i commenti.

 

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