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La responsabilità oggettiva delle squadre

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Viste le recenti squalifiche in Coppa Italia (giugno 2011), ho pensato sarebbe stato utile cercare di fare un po’ di chiarezza in merito a cos’è e a quando si applica la cosiddetta “responsabilità oggettiva”. E’ chiaro che quello che qui esprimo è il mio pensiero e che quanto scritto non è stato condiviso o approvato da FIGL o dalle squadre ad essa affiliate; vale quindi come espressione del pensiero dell’autore. Ho cercato di affrontare 3 argomenti: 1) il concetto di responsabilità oggettiva; 2) la possibile applicazione in ambito FIGL; 3) il sistema sanzionatorio e disincentivante in FIGL. Attraverso questi ho cercato di trarre le conclusioni che mi parevano più appropriate: è tutto lì, nello statuto FIGL, nelle regole FIL e nell’ordinamento sportivo. Ho cercato di essere più chiaro possibile ma, attraverso i commenti o via email potete farmi pervenire eventuali dubbi, domande o interpretazioni diverse.
Il concetto di responsabilità oggettiva
La responsabilità oggettiva configura una situazione in cui il soggetto può essere responsabile di un fatto illecito o comunque sanzionabile, anche se questo non deriva direttamente da un suo comportamento e non è riconducibile a dolo o colpa del soggetto stesso. Praticamente risponde a titolo di responsabilità oggettiva colui il quale non ha materialmente causato l’evento dannoso ma aveva il compito di vigilare affinchè l’evento non accadesse: per esempio il genitore risponde per i danni compiuti dal figlio minore e non perseguibile, la società per i danni compiuti dai dipendenti.
Questo in parole molto povere ed in estrema sintesi (senza citare leggi, leggine e decreti) il concetto generale di “responsabilità oggettiva”.
La responsabilità oggettiva trova la sua massima espressione in ambito sportivo quando, non essendoci i presupposti o la possibilità di “condannare” il singolo tesserato si procede a condannare la società che ha permesso ai propri tesserati di agire contro le regole.
Nell’ottica della particolare autonomia riconosciuta all’ordinamento sportivo, le ipotesi di responsabilità oggettiva coniate dalla legislazione di settore, che riguardano le società e non anche gli atleti, trovano la loro giustificazione nell’esigenza di assicurare il pacifico svolgimento dell’attività sportiva. Infatti, così come, in diritto comune, la previsione di forme di responsabilità oggettiva risponde a scelte di politica legislativa, tendenti ad una maggior protezione dei terzi, allo stesso modo, in materia sportiva, l’opportunità di simili forme di responsabilità sarebbe garantita dall’obiettivo di tutelare nel miglior modo possibile le competizioni sportive. Tradotto, ancora una volta in sintesi, le società sono “oggettivamente responsabili”, ai fini disciplinari, dell’operato dei dirigenti, dei tesserati e delle persone comunque addette a servizi della società e dei propri sostenitori, sia sul proprio campo, sia su quello delle società ospitanti. Ma chi sono le “società sportive”? Il termine “società sportiva”, in se considerato, sintetizza in un’unica espressione diverse realtà associative. Esse, pur caratterizzandosi formalmente per la diversa denominazione usata dai propri consociati (“associazione”, “circolo”, “centro”, “polisportiva” e simili), possono agevolmente essere ricondotte ad un unico genere, che richiama subito alla mente il concetto di “società“, nel senso tecnico-giuridico adoperato dal Legislatore nel Codice Civile. Le società sportive sono soggetti appartenenti sia all’ordinamento statale che all’ordinamento sportivo (indipendente, in Italia, da quello statale) e, pertanto, sono sottoposti a tutti gli obblighi che scaturiscono sia dall’ordinamento sportivo che da quello statale. Mediante l’affiliazione ad una Federazione Sportiva Nazionale, le società di cui si parla diventano centro di imputazione dei diritti ed obblighi derivanti dalla normativa federale, come avviene per tutti coloro che entrano a far parte di una federazione sportiva ufficiale. La violazione delle regole federali ad opera delle società sportive comporta l’insorgere a carico delle stesse di una responsabilità sportiva con la conseguente applicazione di sanzioni da parte degli organi di giustizia federali. La sanzione potrà essere meramente sportiva, qualora vi sia la violazione di regole tecnico-sportive, oppure potrà essere disciplinare qualora vi sia stata la violazione di regole disciplinari.

Applicazione della responsabilità oggettiva in ambito FIGLSiamo alla grande domanda: in FIGL quali sono queste regole? Sicuramente lo statuto FIGL non è uno dei migliori in circolazione e sicuramente contiente lacune, paragrafi artificiosi o incongruenti con la realtà italiana, ma… sul comportamento è sorprendentemente piuttosto chiaro. Vediamo lo statuto. Nella prima pagina all’Art. 1 lo statuto recita già le tre norme fondamentali:

1) le discipline controllate dalla federazione sono praticate a livello dilettantistico in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi delle federazioni internazionali. 2) la FIGL promuove l’esclusione dal gioco del lacrosse di ogni forma di discriminazione sociale, di razzismo, di xenofobia e di violenza. 3) L’attività sportiva federale è disciplinata dal presente statuto, dai regolamenti federali e dai regolamenti antidoping degli organismi di cui al punto precedente (FIL e ELF n,d,r,).

Sul secondo punto non c’è nulla da dire, o meglio, c’è da dire che da solo è già sufficiente a definire comportamenti sanzionabili sia direttamente che per responsabilità oggettiva. Prendiamo però anche in esame il punto 1 e il punto 3. Le federazioni internazioni sono FIL (o ILF) e ELF. Ecco cosa dice il regolamento ELF (recepito da FIGL attraverso la prima e la terza regola sopra riportata).

75.1 No player, substitute, non-playing member of a squad, coach or anyone officially connected with a competing team shall i) enter into argument with an official as to any decision which he has made; ii) in any way attempt to influence the decision of an official; iii) use threatening, profane or obscene language or gestures to an official or to any member of the opposing squad; iv) commit any act considered unsportsmanlike by the referees; v) repeatedly commit the same technical foul.

Il concetto viene reiterato alla regola 77:

77.4 If a player, substitute, coach, trainer, non-playing member of a squad or any other person officially connected with a team commits an expulsion foul, then the referee-in-chief of the tournament shall report the incident in writing to the body controlling the game immediately after the end of the game. Where there is no referee-in-chief, the game’s head referee shall write the report. The report shall indicate either that it is considered that the expulsion is sufficient punishment for the person concerned or that it is considered that further action needs to be taken. The incident shall then be dealt with under the relevant laws and/or by laws of the governing body.

Queste regole, quando non si sia in grado di determinare un singolo, o più responsabili diretti, rientrano sotto il concetto (universalmente accettato in ambito sportivo e prima speigato) di responsabilità oggettiva. Non potendo punire il singolo si punisce la squadra responsabile “oggettivamente” (per mancanza di controllo) del comportamento scorretto dei propri giocatori. Lo statuto FIGL inoltre rinforza il concetto all’Art. 4 (diritti e doveri delle società sportive) reiterando che: e all’Art. 7 (diritti e doveri dei tesserati) confermando che: Riprende anche l’argomento all’articolo 9, ma credo che il principio sia già stato espresso con sufficiente determinazione. Dunque vengono inseriti 2 concetti: quello dell’ordinamento sportivo (riformato dal D.Lgs 242/99) e quello dei “provvedimenti”. In merito alla responsabilità oggettiva l’ordinamento sportivo è piuttosto chiaro e declina che, per le società sportive è prevista una responsabilità disciplinare nei seguenti casi: a) quando il fatto è commesso da chi rappresenta l’ente ai sensi della normativa federale; b) quando il fatto è commesso da persone estranee alla società, ma lo stesso risulti vantaggioso per la compagine sociale; c) in conseguenza di fatti violenti commessi dai propri sostenitori in occasione di una gara. Le sanzioni applicabili variano a seconda della gravità dei fatti commessi e consistono in una serie di provvedimenti riguardanti: a) lo svolgimento delle gare (ad es. la squalifica del campo o la disputa di una o più gare a porte chiuse); b) la posizione in classifica (ad es. penalizzazione di uno o più punti, retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato, esclusione dal campionato); c) provvedimenti di natura economica (ad es. ammenda). E si arriva all’ultimo delicatissimo argomento:
Il sistema sanzionatorio e disincentivante in FIGLCome abbiamo fatto notare, lo statuto FIGL prende in considerazione il fatto che

i tesserati devono osservare con lealtà, correttezza e disciplina lo statuto e tutti i regolamenti e provvedimenti adottati dagli organi federali.

I provvedimenti sono dotati, per definizione, di una particolare forza giuridica, la “imperatività“, che deriva dall’essere emanati nell’esercizio di un potere autoritativo e che consiste nell’imposizione unilaterale di effetti giuridici ai destinatari, a prescindere dal loro consenso. Inoltre, sempre lo statuto FIGL, all’articolo 16cita:

Il consiglio federale … [OMISSIS] in particolare provvede a: – realizzare i fini di cui all’articolo 1 del presente statuto

E quali erano questi fini? Niente popò di meno che i 3 punti da cui siamo partiti. Il cerchio si chiude e come dicevo all’inizio è tutto nello statuto FIGL, nell’ordinamento sportivo e nelle regole FIL.

Le società sportive sono soggette all’ordinamento sportivo e devono esercitare la loro attività salvaguardando la funzione popolare, educativa, sociale e culturale dello sport

Ora, tutta questa pletora di parole si può riassumere in una sola frase? A mio parere (e riprendo quanto espresso all’inizio: è la mia opinione) sì e cioè: La FIGL, attraverso il suo consiglio, può prendere provvedimenti (e quindi provvedimenti anche disciplinari), che devono essere accettati dalle squadre per statuto,  per fare rispettare lo statuto stesso e l’ordinamento sportivo.
Spero con questo articolo di essere stato utile e di avere fatto un pò di chiarezza non solo sulla responsabilità oggettiva ma anche su come si debbano leggere e interpretare gli statuti, le regole e le leggi.

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