Coach Cibe

Lacrosse Italia 2011: Intervista a Fabio Antonelli

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Questa intervista deve – necessariamente – partire con delle scuse a Fabio Antonelli per avere scritto che lo stesso non aveva avuto tempo di rispondere alla nostra intervista mentre invece pare che la risposta fosse stata inviata dal nostro presidente addirittura il 19 luglio.

Rimediamo oggi.
Fabio Antonelli – presidente FIGL, allenatore e giocatore dei ROMA LEONES (Campioni d’Italia 2009/2010 e per 3 volte vincitori della Coppa Italia), miglior face-offer della stagione passata – è la persona “colpevole” di avere introdotto la droga del lacrosse in Italia.
Coach Cibe: Il lacrosse in Italia è passato in 2 anni da 2 squadre a 7 (anche se non ancora tutte le squadre sono in grado di gestirsi in modo autonomo per il numero di atleti a disposizione); anche il livello di gioco pare essere cresciuto. Cosa ti aspetti per la stagione sportiva che sta per iniziare per quanto riguarda le squadre (numero e livello), il gioco e il campionato?
Fabio Antonelli: Credo che stiamo vivendo un ottimo momento per lo sviluppo del Lacrosse in Italia, sia sul piano tecnico che dei numeri. L’organizzazione degli eventi come campionato e della coppa italia hanno permesso agli alteti più giovani di crescere in maniera decisamente più rapida degli scorsi anni. Sono convinto che nella prossima stagione avremo ancora sorprese di squadre giovani capaci di vincere contro quelle più anziane e che il livello crescerà ulteriormente rendendo ancora più affascinanti le partite. Sul piano dello sviluppo a livello di numeri le cose stanno crescendo in maniera esponenziale, il mio progetto sarebbe di arrivare a 12 squadre per Settembre 2012, staremo a vedere!
Coach Cibe: I giocatori italiani (intendo quelli che giocano in Italia) sono sicuramente carenti in fatto di esperienza internazionale. Quali azioni si potrebbero metter in pista (ovviamente nei tempi dovuti e  secondo le disponibilità di budget) per la crescita dei giocatori italiani sia come esperienza che come bagaglio tecnico?
Fabio Antonelli: Dipende da cosa si intende per ” esperienza internazionale”, se con questa parliamo di semplice esperienza di partite con squadre di altri campionati, è possibile partecipare a vari tornei in Europa, che prevedono scontri di questo tipo. In passato ne organizzai vari io stesso in Italia, e sicuramente torneremo ad organizzarne con la Federazione. Negl ultimi anni era importante focalizzarsi sulla questione nazionale, ed indirizzare le squadre a spendere le proprie risorse per la nascita del campionato, presto i tempi saranno positivi per tornare ad organizzare eventi europei. Se invece con “esperienza internazionale” parliamo del Livello di altri campionati e come poter apprendere da loro, credo che delle soluzioni siano l’ organizzazione di Clincs, come è stato per la Run and Gun di Kyle Harrison e Joe Walters del 2008. Ma non bisogna sottovalutare anche l’apporto che giocatori in visita in italia dai campionati maggiori possono dare all’interno di ogni singola squadra del nostro campionato. Ovviamente dobbiamo considerare, come anche tu appunto dicevi, il budget che abbiamo per poter scegliere la strategia di sviluppo migliore
Coach Cibe: Come vedi la situazione “stranieri” in Italia? Sei per la totale libertà di impiego (stranieri utilizzati anche solo per una o due partite) o credi che servano stranieri “a lungo termine” per aiutare la crescita dei giocatori italiani?
Fabio Antonelli: I giocatori stranieri sono, come dicevamo anche prima, un’ importante risorsa per noi, ma è importante che ci sia il giusto criterio di utilizzo. La domanda che mi poni ha però due facce, parallele, ma che non possono avere la stessa riposta. Mi spiego meglio: “per aiutare la crescita dei giocatori italiani”, un giocatore Statunitense o Canadese, non deve necessariamente giocare partite ufficiali; inoltre visti i calenardi precedenti l’arco di tempo di due partite può anche essere di due mesi, tempo più che sufficente per apportare un grande aiuto ad una preparazione tecnica della squadra. “La totale liberà di impiego” è invece un’altra cosa a mio parere, è il possibile utlizzo di un giocatore in partite solo per raggiungere un risultato; questo, chiaramente, non aiuta il miglioramento tecnico degli altri giocatori in una partita e non mi trovo d’accordo con questa filosofia. Purtroppo molto sta al buon senso della singola squadra. In più, mai come in quest’ambito credo sia sbagliata la classificazione “straniero” per questo tipo di giocatori, perchè in effetti sono meno di 5 i paesi che possono fornire atleti del genere di cui stiamo parlando.
Coach Cibe: Le squadre crescono e la FIGL deve crescere con le squadre; quali azioni ci possiamo aspettare per il 2010/2011 per accompagnare e favorire questa crescita?
Fabio Antonelli: Stiamo lavorando molto e credo che lavorerò tutta l’estate, i passi da fare sono tanti. Il mio primo obiettivo sono gli arbitri per il campionato 2012-13. Ma proprio in questi giorni mi sto occupando del planning annuale e per le strategie di sviluppo.
Coach Cibe: Sappiamo che la FIGL sta “trattando” per risolvere la questione arbitri, molto delicata soprattutto in vista del nuovo campionato. Quali novità ci puoi raccontare?
Fabio Antonelli: Sono in contatto con varie associazioni arbitri, in Italia. E mi sto occupando di organizzare un corso con arbitri uffciali FIL. Vorrei offrire quest’opportunità a tutti i giocatori italiani oltre che agli interessati del settore, per permettere anche una conoscenza più ampia del regolamento, e non solo; se si considera che in Europa “la vita come giocatore di lacrosse media è di 5-6 anni” ( dati dell’ultimo meeting Europeo) significa che parecchi giocatori presto o tardi potrebbero allontanarsi dal gioco, causa lavoro, impegni o altro. Sarebbe una risorsa sprecata perderli per sempre, al contrario se avessero seguito un corso da arbitri potrebbero diventare tali, rimanere tra noi e chi sà magari guardagnare qualche soldo extra la domenica!
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TS Sep 19, 2011 10:21 AM

Sono entusiasta delle risposte del presidente ad interim Antonelli . Tuttavia non trovate cozzino con quanto fatto in questi due anni buttati al vento dalla FIGL? Con questo intendendo che forse è incolpevole Antonelli ma è affossato da una FIGL che non lo segue come consiglio/consiglieri.
Non posso però non notare che si parla in prima persona, quindi, anche il presidente Antonelli non considera una federazione che, “de facto”, non esiste e …cito: “il mio progetto sarebbe di arrivare a 12 squadre per Settembre 2012, staremo a vedere!” “Stiamo lavorando molto e credo che lavorerò tutta l’estate, i passi da fare sono tanti. Il mio primo obiettivo sono gli arbitri per il campionato 2012-13. Ma proprio in questi giorni mi sto occupando del planning annuale e per le strategie di sviluppo”
Come giocatore non so cosa avviene a livello accademico e burocratico in federazione. So però che in due anni non ho quasi saputo dell’esistenza della federazione, non ho visto un attività, una comunicazione ufficiale a cui sia seguito il realizzarsi di quanto promesso. Ho visto impegno da Steven che ci ha messo spesso la faccia (vedasi anche la risposta alla squadra di Perugia , ruolo a cui lui non era tenuto) e l’energia e pensavo che, per passione, fosse lui a portare avanti iniziative centralizzate come il campionato. Ma come mai non si riesce a dar seguito con dei fatti a queste parole del presidente FIGL? Solitamente dopo varie “carbonate” della parte nord o di email piccate di qualche squadra castigata in virtù di un regolamento inesistente, arriva una risposta chilometrica di risentimento, un tono da persone offese a cui però, non segue mai una vera SVEGLIATA degli organi istituzionali!
Non si può dare un progetto annuale, richiedere un aiuto globale, dimostrarsi gruppo, nazione unita e crescere in Italia e fuori, ammettendo che per vari motivi non si è stati capaci di muovere nulla? Altrimenti non nascerà mai una fiducia nella federazione, le squadre rimarrano realtà a se che cercheranno di collaborare a titolo individuale e saltuariamente non potendo crescere oltre perchè….una federazione immobile non solo non crea facilità di crescita ma anzi la limita, rimanendo comunque un elemento d'”elefantonico” immobilismo nell’organizzazione super parte del panorama del lacrosse nazionale. Evitiamo di partire per per mari e monti con altri progetti a orizzonte biennale neanche cominciati e presentati alle squadre con un’intervista di questo tipo? Una mail di fine primavera proponeva ben altre attività e….ora non se ne parla più (e certo non perchè si siano finalizzate e concluse).
Facciamo una bella ALL STAR a livello di organizzazione perchè, non è detto che i più bravi giocatori (qualunque questi siano) siano i nostri più bravi rappresentanti.

 

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