Coach Cibe

Amsterdam 2012: intervista multipla

Con questo articolo chiudiamo la “fatica” dell’Europeo 2012.
Abbiamo fatto una intervista “multipla” mandando le domande a 6 giocatori della nazionale. 5 di loro ci hanno riposto (e di questo li ringrazio).
Abbiamo chiesto loro di dirci pregi e difetti di questa esperienza. Ecco le risposte che sono arrivate.
La cosa che si nota di più è il quasi perfetto allineamento nella risposte più significative anche se i ragazzi non si sono consultati prima di inviare le risposte (ognuno non sapeva a chi altro avessi fatto le domande). Qualcuno è più loquace, qualcuno più sintetico; qualcuno più diretto, qualcuno più “politico”… insomma, le loro risposte rispecchiano il loro carattere.

COACH CIBE: Rispetto a quello che ti aspettavi prima dell’inizio delle partite: come siete andati?
WHITFORD: Siamo andati bene, certo speravo di entrare nel gruppo che giocava per il 7-11° posto ma purtroppo non è andata. Ma sono contento perchè abbiamo giocato un buon Lacrosse e sono molto contento per come hanno giocato tutti i rappresentanti del campionato Italiano!
CARABELLESE: Abbiamo vinto le partite che sulla carta dovevamo vincere, perso quelle che dovevamo perdere e perso l’unica partita dall’esito incerto, quella contro la svizzera.
COLOMBO: Beh direi molto bene! Detto così il 13° posto non sembra gran che, ma abbiamo pur sempre vinto 6 partite su 9!
SCACCABAROZZI P.: Mi aspettavo di arrivare dove siamo arrivati, speravo di arrivare dodicesimo, ma visto com’è andata, forse è stato meglio così.
MAGUGLIANI: Ritengo complessivamente soddisfatte le aspettative. Penso che si potesse fare meglio nella partita con la Svizzera e quindi  concorrere per le posizioni migliori (10°-11°-12° posto). Ciò nonostante credo con fermezza che, per la nostra preparazione e per la nostra esperienza, sia stato giusto e migliorativo fare il percorso che abbiamo fatto e raggiungere l’ottimo risultato, conquistando il 13° posto.

COACH CIBE: Quale è stato il momento migliore e quale il peggiore di questo Europeo?
WHITFORD: Non è facile scegliere un solo momento migliore ma certamente sceglierei fra i primi 3 quarti contro la Scozia oppure la vittoria contro la Norvegia; invece il momento peggiore è stata la sconfitta contro la Svizzera!
CARABELLESE: Il momento peggiore è stata la prima partita contro la spagna, ero molto emozionato e la mia prestazione ne ha risentito, ho commesso errori banali e mi sono demoralizzato. Il momento migliore è stato senz’altro il mio primo gol in nazionale contro il Belgio, appena ho visto la palla entrare sono corso verso la panchina a ringraziare “super mario” Galperti che mi aveva motivato a credere nelle mie capacità dopo le mie prime prove incolori. un’emozione unica!
COLOMBO: Il momento migliore credo sia stata la partita con la Scozia, dove abbiamo rischiato di fare il colpaccio. Il peggiore credo sia stato contro la Spagna dove eravamo certi di vincere a mani basse e invece abbiamo faticato a portare a casa il risultato nei tempi supplementari.
SCACCABAROZZI P.: I momenti migliori li ho vissuti fuori dal campo, dato che il momento peggiore è stato proprio in campo l’infortunio la prima partita.
MAGUGLIANI: Un momento in particolare? Ce ne sono tanti, sia positivi che negativi. Vediamo…cantare l’inno nazionale è tra i momenti più belli e carichi di questo Europeo. Dover contraddire e criticare aspramente alcuni atteggiamenti dei compagni di squadra in campo e fuori, ma è colpa del mio caratteraccio.

COACH CIBE: Cosa ti è piaciuto di più della tua esperienza a questi Europei e cosa ti è piaciuto meno?
WHITFORD: Non era la mia prima esperienza del genere ma era nettamente la migliore! Il gruppo era fantastico, ci siamo divertiti non poco, poi la simpatia del “Batto” (Battisti della Roma ndr) ci ha fatto piangere per 12 giorni…..certe emozioni non le dimenticherò mai: Ciallella che corre sotto i Tedeschi con la bandiera Italiano dopo i goal di Balotelli, le vittorie di squadra, Coggi nella zona a luci rosse…..
Quello che non mi era piaciuto invece era l’organizzazione da parte degli Olandesi…avrei molte cose da dire, ma anche il comportamento di qualche “esterno” che ha voluto solo criticare e cercare di infastidire la serenità!
CARABELLESE: Mi è piaciuta molto l’atmosfera che si viveva ogni giorno quando si arrivava al campo, tanti ragazzi da paesi diversi accomunati dalla passione dello stesso sport! Non sono rimasto entusiasmato invece dall’organizzazione degli olandesi. La squadra di casa è stata spudoratamente avvantaggiata (sono arrivati quarti lo stesso), il torneo non era minimamente pubblicizzato al di fuori del campo sportivo nè tantomeno ad amsterdam città.
COLOMBO: Trovarsi per 10 giorni con un sacco di gente che pratica e ama il tuo sport è stato sicuramente bellissimo, non mi è piaciuta, invece, l’organizzazione. E’ capitato più volte che dovessimo aspettare per lo spogliatoio o fare riscaldamento con pochissime palline. Per non parlare dei viaggi che dovevamo farci per arrivare ai campi!
SCACCABAROZZI P.: Cosa mi è piaciuto meno è stata la disorganizzazione sia interna che esterna, cosa mi è piaciuto è che ho imparato molto, pur avendo la difficoltà di avere un coach che non parla italiano (o non lo parla proprio benissimo).
MAGUGLIANI: Aver avuto la possibilità di rappresentare la mia nazione condividendo un’esperienza con amici e persone appassionate come me a questo fantastico sport, esperienza che mi ha formato sia da un punto di vista sportivo, sia da un punto di vista sociale.  Mi aspettavo un’organizzazione migliore ad Amsterdam, soprattutto da parte dell’organizzazione olandese. In merito a questo potrei discorrere abbondantemente, ma non voglio annoiare nessuno, farò solo un esempio: se a giocare era l’Inghilterra c’erano a disposizione 20 palle a bordo campo, per l’Italia a volte anche meno di 3…di cattivo gusto direi.

COACH CIBE: Dai un consiglio alla FIGL per Denver 2014.
WHITFORD: Non mi permetto.
CARABELLESE: Bisogna allenarsi insieme prima del Mondiale e ci vuole un’organizzazione seria! La svizzera presa giocatore per giocatore è una squadra mediocre, nonostante ciò, allenandosi per due anni ci ha battuto sonoramente.
Penso anche che si potesse fare di più a livello di federazione per preparare questa spedizione europea. Ho visto la maggior parte delle altre squadre più organizzate di noi; se vogliamo stupire a Denver ci vuole una pianificazione precisa ed un’organizzazione più efficace.
COLOMBO: Io rimango sempre sulla mia linea: mi piacerebbe vedere una nazionale con più italiani e meno americani e, perchè no, un team di allenatori italiani 🙂
SCACCABAROZZI P:: Troviamo degli SPONSOR! Facciamo degli allenamenti come Nazionale!
MAGUGLIANI: La Federazione dovrebbe creare un gruppo di lavoro che sia amalgamato e in grado di lavorare liberamente per organizzare dal principio alla fine tutto l’evento, tali persone dovrebbero essere possibilmente, oltre che ben disposte all’incarico oneroso, in grado di avere mezzi e materiali per poter operare a tale scopo nell’adeguato tempo.

COACH CIBE: E come direbbe Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta.
WHITFORD: Progetti per il futuro? …Si la pensione!!
CARABELLESE: Dopo questa esperienza consiglieresti agli altri lacrossisti italiani di allenarsi per giocare a  Denver? Assolutamente si!
COLOMBO: “Sacchi ha studiato mentre era lì con voi?” “Sì, è stato un bravo studente!” 😀
SCACCABAROZZI P: Com’è il tempo? Sereno.
MAGUGLIANI: Cosa vuoi evidenziare? Mi limito a costatare quanto evidente agli occhi di tutti: nonostante gli sforzi di singoli (grazie di cuore!), i quali si sono offerti nel dare una mano per e alla squadra al fine della risoluzione dei vari problemi presentati in Italia e in Olanda, sono emerse notevoli lacune nell’organizzazione di base causa carenze organizzative e logistiche, non imputabili al singolo. Con l’augurio di un miglioramento strutturale, ringrazio tutti coloro i quali hanno contribuito personalmente e al meglio delle loro possibilità per la realizzazione e lo svolgimento di questo Europeo.

E noi, umili spettatori, non possiamo che unirci al ringraziamento!

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